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Il profumo della banconota Caravaggio: Valore e quotazioni

Luca Alagna per We Wealth • March 26, 2024

Nello scorso articolo vi avevamo promesso un viaggio a ritroso nel tempo nella storia delle emissioni cartacee in lire. Il nostro viaggio è iniziato analizzando le ultime banconote emesse prima dell’entrata in circolazione dell’euro. Ecco ora una riflessione sulle emissioni dei decenni precedenti e in particolare quelle degli anni 80/90


Chi di voi avrà la possibilità di avere tra le mani contemporaneamente una banconota da £. 100.000 con le effige del Caravaggio – dette anche tipo Caravaggio – emesse negli anni 80 e una emessa alla fine degli anni Novanta vedrà che hanno lo stesso identico disegno ma cambiano i colori. Viene spontaneo domandarsi: perché hanno cambiato solo il colore? Fu necessario individuare delle strategie per affrontare il problema della contraffazione! Infatti la modifica dei colori e di alcuni particolari nei tagli successivi resero più difficile il lavoro dei falsari. Lo stesso lavoro fu fatto sulla banconota da £. 50.000 tipo Bernini

Le banconote da £ 100.000 furono in circolazione dal giugno 1984 al febbraio 2002, mentre quelle da £. 50.000 dal dicembre 1984 e andarono fuori corso nel febbraio 1996.


Le 10.000 lire tipo Del Castagno (1977-1988) presentano uno stile innovativo, specchio della moda anni Ottanta. Al diritto, tra ornati geometrici, si vede il busto di un personaggio tratto dal dipinto “ritratto di gentiluomo” di Andrea del Castagno, esposto presso la National Gallery di Washington. Al retro, motivi architettonici della Chiesa del Gesù Nuovo in Firenze. 


Le 5.000 lire tipo Antonello da Messina (1979-1989), son molto simili come stile alle 10.000 lire, infatti, presentano al diritto un ritratto opera di Antonello da Messina, e al rovescio vari motivi architettonici. Le 2.000 lire furono dedicate a Galileo Galilei (1975-1993), conservano ancora lo stile classico che, come vedremo, ha caratterizzato le emissioni precedenti. La serie si chiude con le 1.000 lire tipo Marco Polo (1982-1995). Stampate dal 1982 al 1988 in più di 2 miliardi di esemplari, sono ancora facilmente reperibili nel mercato collezionistico, addirittura in mazzette da 100 esemplari della Banca d’Italia.



                        COLLEZIONARE LIRE CARTACEE DEGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA 


Tutte le banconote descritte in questo articolo presentano un valore di mercato molto simile a quello analizzato nel precedente articolo in quanto, hanno una tiratura elevata e un tiepido interesse collezionistico. Solo in conservazione Fior di Stampa, possono avere delle quotazioni superiori al vecchio valore nominale, diversamente non sono apprezzabili se non amatorialmente.

È bene ricordare che il valore numismatico è dato da tre fattori: rarità, stato di conservazione e richiesta.

La rarità è data dal numero di oggetti reperibili sul mercato. La conservazione è la qualità della banconota e influisce sul prezzo in modo determinante; infatti, più la banconota è nuova più interesse ha nel mercato e quindi un valore maggiore. È più difficile reperire esemplari perfetti (Fior di Stampa) in quanto la maggioranza degli esemplari che si rinvengono, sono generalmente piegati e spesso logori. Ultimo parametro a cui spesso si fa poco riferimento è la richiesta o interesse collezionistico; è un parametro importante che influenza tutto il mercato antiquariale e fa sì che a fronte di una forte richiesta, certi oggetti raggiungano cifre più elevate di altri, magari più rari, ma al momento collezionati da pochi.



I PROTAGONISTI DELLE BANCONOTE


Cominciamo a prendere confidenza con alcuni particolari presenti nelle banconote.

Osservandole notiamo, generalmente ravvicinate e in un determinato spazio libero da disegni, due scritte:


Il Governatore; il Cassiere con conseguente riproduzione delle firme. Chi sono? 


Il Governatore è colui che nei tempi moderni ha sostituito la figura del Direttore Generale. Il Cassiere invece, intestazione mai cambiata, era il responsabile della gestione dei valori. Nelle banconote di questo periodo troviamo le firme di Baffi, Ciampi, Speziali e Stevani. 

Vedremo successivamente di conoscere altri particolari presenti nella cartamoneta italiana quali i decreti, i contrassegni e i numeri di serie.



Qui il link al nostro articolo online su we-wealth!


https://www.we-wealth.com/news/collezionare-lire-banconote-anni-ottanta-novanta-valore-quotazioni




£. 50.000 tipo Bernini (1984-1996)
£ 10.000 tipo Del Castagno (1977-1988)
 £1.000 tipo Marco Polo (1982-1995)
£ 5.000 tipo Antonello da Messina (1979-1989)
£ 2.000 tipo Galileo Galilei (1975-1993)
£. 100.000 tipo Caravaggio (1984-2002)

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Sì, perché uno dei concetti emersi è stato anche – a seguito della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Faro – quel fondamentale passaggio evolutivo dal tradizionale diritto “dei” beni culturali ad un innovativo diritto “ai” beni culturali, in questo caso i beni numismatici, visto nell’ottica della comunità nazionale e dei singoli, dei privati come dei professionisti, come soggetti attivi di tutela. Sala gremita, nei limiti delle normative sanitarie, alla Biblioteca del Senato presso il Palazzo della Minerva a Roma: sul palco si sono alternati oratori istituzionali e privati, professionisti e giuristi Un diritto inalienabile, quello al collezionismo e al commercio di monete, né in nome di una strampalata presunzione di provenienza dal sottosuolo di tutte le monete antiche e medievali – per gran parte, solo passate di mano in mano e sul mercato per secoli – né in nome di quel 1909 ante quem si vorrebbe rendere obbligatorio dimostrare la provenienza di ciò che, invece, è semplicemente stato conservato in patrimoni e raccolte private. I collezionisti e il commercio etico: soggetti attivi di tutela Illuminante, in merito al concetto di “interesse pubblico” per le cose numismatiche, è stato il parere del presidente della Prima Sezione della Corte di Cassazione, il giudice Francesco Antonio Genovese, che ha sottolineato come alle due categorie canoniche – le monete “di proprietà pubblica” e quelle private “oggetto di tutela” – sia ormai necessario codificarne una terza, quella delle monete, antiche o moderne che siano, e sono la maggioranza, “prive di qualità di interesse per la pubblica amministrazione”. Dal giudice Francesco Antonio Genovese, presidente della I Sezione della Corte di Cassazione, è venuta una riflessione sulla necessità di ripensare in senso meno statalista i criteri di tutela dei beni numismatici Anche perché, paradossalmente, le azioni dello Stato contro il mercato e il collezionismo ufficiali – che si manifesta in sequestri, ritardi o dinieghi nei certificati di esportazione, dichiarazioni di supposto “pregio” e/o “rarità” per singoli esemplari o intere raccolte – non deriva dal Testo unico dei Beni culturali né da leggi preesistenti e non abrogate bensì, in massima parte, da mere circolari ministeriali che sarebbe bene riscrivere, e in tempi brevi. I Numismatici italiani professionisti, le associazioni professionali internazionali AINP e FENAP, la Società numismatica italiana, l’Accademia italiana di studi numismatici hanno portato le loro voci per testimoniare in Senato, al tempo stesso, la molteplicità e l’unità d’intenti del mondo numismatico, senza contare i tanti, qualificati docenti universitari che hanno mostrato come l’esistenza del collezionismo e del mercato siano fondamentali anche per lo sviluppo della ricerca scientifica (quanto e talvolta più delle raccolte statali, in parte non catalogate nè pubblicate). La passione numismatica, un pilastro del patrimonio pubblico La presenza delle istituzioni è stata del resto anche occasione per ribadire il fondamentale contributo culturale di una plurisecolare tradizione di collezionismo e commercio di monete che tanto ha inciso anche sulla formazione del patrimonio pubblico (anche qui, con le sue monete di Venezia donate al Museo Correr, Papadopoli Aldobrandini insegna). E se lo Stato oggi non dispone – per varie ragioni e facendo le dovute eccezioni – di personale sufficiente o adeguatamente qualificato per discriminare i beni numismatici meritevoli di tutela dai milioni di monete antiche e moderne che circolano legittimamente sul mercato e nelle collezioni, allora che si avvalga della disponibilità di numismatici professionisti ed esperti privati. Una simile pratica, che si potrebbe proporre al Nucleo TPC dei Carabinieri, sarebbe un modo per creare una nuova ed efficace sinergia pubblico-privato; come lo sarebbe individuare – e anche in questo, basterebbero delle circolari ministeriali – delle categorie di materiali numismatici di libera circolazione. E altre proposte non mancano, perchè il collezionismo è imprescindibile per la tutela dei beni numismatici. Gli Stati generali della numismatica sono stati occasione di celebrare un secolo dalla scomparsa di Nicolò Papadopoli Aldobrandini, senatore del Regno, collezionista di monete e studioso di fama Per il futuro di un bene culturale “personale e collettivo” Perché mettere all’angolo in Italia il collezionismo e il commercio numismatico – si intende, quella numismatica praticata da privati e operatori come genuina, etica passione o come altrettanto legale professione – porterebbe ad un effetto nefasto, disastroso, diametralmente opposto a qualunque “tutela”, favorendo una diffusa circolazione illegale e sommersa delle monete (anche sotto il profilo fiscale) , il loro esodo verso l’estero; la distruzione, in sostanza, di quel “bene culturale” diffuso, materiale e immateriale, personale collettivo che è la numismatica. Gli atti degli Stati generali della numismatica saranno redatti entro breve ed è auspicabile che i contenuti siano recepiti in toto e valutati con attenzione dal Ministero della Cultura. E, al ministro Dario Franceschini, la numismatica italiana fa appello affinché il confronto avviato il 17 febbraio 2022 prosegua e porti a quel rasserenamento dei rapporti tra istituzioni e settore privato che, per la numismatica, ormai è ineludibile. LINK: https://www.cronacanumismatica.com/stati-generali-della-numismatica-voce-al-diritto-voce-al-collezionismo/
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