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Monete in oro, come investire fra collezionismo e borsa: una guida

Luca Alagna per We Wealth • July 11, 2023

La coniatura delle monete in metallo prezioso è sempre stata indice di ricchezza, potere e stabilità. In piena era digitale, l’oro è ancora riconosciuto come bene rifugio per eccellenza. Ai fini dell’investimento, è meglio scegliere quelle con valore numismatico e quelle con valore di borsa? Qual è la differenza?


Nel vasto mondo della monetazione, le coniazioni in metallo prezioso (oro, argento e platino), sono sempre state le più ricercate e collezionate. Sin dall’antichità, possederle ha contraddistinto ricchezza, potere e stabilità. La coniatura delle monete in metallo prezioso, ha segnato gran parte della storia dell’uomo, ha alimentato la sete di conquista per terre ricche di giacimenti e ha rappresentato la grandezza del sovrano e della nazione. Non meravigliamoci quindi se anche oggi, in piena era digitale, l’oro, il più desiderato tra i metalli, è riconosciuto dall’uomo come bene rifugio per eccellenza. Nella storia economica delle nazioni, tutte le valute che si sono susseguite, hanno sempre sofferto di una certa instabilità, mentre il valore dell’oro garantisce un minimo di stabilità in più.


Le monete in oro ed in metallo prezioso in genere, si dividono in due gruppi: quelle con valore numismatico e quelle con valore di borsa o da investimento. Le monete con valore numismatico seguono le principali norme utilizzate per quotare una moneta ovvero rarità e qualità. È importante che colui che si avvicina a questo ambito sia animato da passione e curiosità e si affidi a commercianti professionisti per avviare un percorso di costruzione di una collezione attraverso un cammino fatto di scambi reciproci nei quali saranno veicolati valori quali cultura collezionistica e storica. 

Queste monete sono trattate in mercati specifici nei quali è prevista la vendita diretta oppure una mediazione tramite asta pubblica. Il valore delle tipologie monetarie da investimento dipende solo dal peso e dalla purezza dei materiali utilizzati, per questo sono molto richieste da chi vuole semplicemente investire, parliamo in questo caso di bene rifugio. 


Cosa si intende esattamente per monete da investimento? 

Lo dice la legge 7/2000 “…Le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto, incluse nell’elenco predisposto dalla Commissione delle Comunità europee ed annualmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C, nonché le monete aventi le medesime caratteristiche, anche se non ricomprese nel suddetto elenco; con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica sono stabilite le modalità di trasmissione alla Commissione delle Comunità europee delle informazioni in merito alle monete negoziate nello Stato italiano che soddisfano i suddetti criteri…..” 


Investire una parte dei propri risparmi in monete in oro potrebbe avere dei vantaggi, sono facilmente trasportabili e divisibili, il loro peso ne determina il valore in quanto hanno quotazioni ufficiali, sono facilmente riconoscibili, sono liquidabili in tempi brevi e in tutto il mondo. 



Dove si possono acquistare le monete da investimento?

Sempre la Legge n. 7/2000, ha affidato il commercio di oro da investimento a società con determinati requisiti; infatti, esistono gli operatori autorizzati dalla Banca d’Italia (Operatori professionali in oro), i quali, oltre a rilasciare la documentazione comprovante l’acquisto e l’importo corrisposto, saranno anche garanti dell’autenticità delle monete vendute, aspetto particolarmente attenzionato in questi tempi. Infatti, si stanno riscontrando tentativi di truffa a mezzo di riproduzioni con titolo dell’oro più basso o addirittura copie in metallo vile foderate in oro; pertanto, si consiglia di evitare acquisti presso attività o siti on line di cui non si può stabilire la legittimità o acquisti da privati, soprattutto se molto vantaggiosi, senza le opportune precauzioni.


Quali sono le principali monete da investimento e le loro caratteristiche: 

La sterlina inglese o Gold Sovereign, con oro puro: 917 % (22 carati), peso gr. 7,98 e un diametro di mm 22,05 è sicuramente la più famosa e ricercata. Coniata dal 1817 ad oggi, può avere l'effige della Regina Vittoria, di Re Edoardo VII, Re Giorgio V e della Regina Elisabetta II. È stata emessa da poco l’emissione 2023 con l’effige di Re Carlo III. 

A seguire, la vasta tipologia dei Marenghi (foto apertura, ndr) con titolo 900/1000 e peso gr. 6,45.

Il Marengo è una storica moneta il cui nome deriva dall’omonimo comune piemontese, teatro della famosa battaglia e che ha circolato in Europa dall’Ottocento fino alla fine della Prima guerra mondiale. La sua coniatura fu il primo tentativo degli stati europei di avere una moneta unica introducendo l’Unione Monetaria Latina. Si trattava di una convenzione, firmata nel 1865 a Parigi, inizialmente fra Francia, Italia, Svizzera e Belgio, per poi coinvolgere altri Stati fino ad arrivare a comprenderne 32. I firmatari si impegnavano a coniare monete d’oro con valore nominale di 20 franchi o lire a seconda della valuta locale, con titolo, peso e diametro uguale. Con l’Unione Monetaria Latina ogni marengo d’oro poteva essere scambiato con altri marenghi appartenenti a Stati diversi con rapporto paritario, proprio come avviene oggi con l’euro. 



Per chiudere questo breve excursus sulla monetazione da investimento accennerei a queste altre tipologie commercialmente molto usuali quali: i 20 $ USA (gr. 33,43, titolo 900); 50 Pesos Messicano (gr. 41,66 titolo 900); 100 Pesos Cile (gr. 20,33, titolo 900); Kruger rands Sud Africa (gr. 34,10, titolo 916); 100 Soles Perù (gr. 46,98, titolo 900).







.Qui il link al nostro articolo online su we-wealth!




https://www.we-wealth.com/news/pleasure-assets/monete-francobolli/monete-in-oro-come-investire-guida




Sterlina, Regina Elisabetta
Marengo Svizzero
100 Pesos Cile
Krugerrand

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Ma avremo modo nei prossimi giorni, dando voce ad alcuni dei protagonisti, di approfondire aspetti fondamentali. Orientamenti in giurisprudenza, prassi viziate, nodi da sciogliere Sul tavolo degli Stati generali una serie di questioni di scottante attualità, dagli orientamenti giurisprudenziali in materia di beni numismatici alle prassi della pubblica amministrazione nel rapporto con i privati e il mercato – prassi spesso viziate da una visione statalista – fino alle normative in fase di discussione e, ovviamente, alle proposte di modifica alle leggi esistenti in modo da poter garantire alla numismatica, gestita in modo etico e responsabile, diritto non solo di esistenza ma anche di sviluppo e di sinergia con lo Stato. Sì, perché uno dei concetti emersi è stato anche – a seguito della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Faro – quel fondamentale passaggio evolutivo dal tradizionale diritto “dei” beni culturali ad un innovativo diritto “ai” beni culturali, in questo caso i beni numismatici, visto nell’ottica della comunità nazionale e dei singoli, dei privati come dei professionisti, come soggetti attivi di tutela. Sala gremita, nei limiti delle normative sanitarie, alla Biblioteca del Senato presso il Palazzo della Minerva a Roma: sul palco si sono alternati oratori istituzionali e privati, professionisti e giuristi Un diritto inalienabile, quello al collezionismo e al commercio di monete, né in nome di una strampalata presunzione di provenienza dal sottosuolo di tutte le monete antiche e medievali – per gran parte, solo passate di mano in mano e sul mercato per secoli – né in nome di quel 1909 ante quem si vorrebbe rendere obbligatorio dimostrare la provenienza di ciò che, invece, è semplicemente stato conservato in patrimoni e raccolte private. I collezionisti e il commercio etico: soggetti attivi di tutela Illuminante, in merito al concetto di “interesse pubblico” per le cose numismatiche, è stato il parere del presidente della Prima Sezione della Corte di Cassazione, il giudice Francesco Antonio Genovese, che ha sottolineato come alle due categorie canoniche – le monete “di proprietà pubblica” e quelle private “oggetto di tutela” – sia ormai necessario codificarne una terza, quella delle monete, antiche o moderne che siano, e sono la maggioranza, “prive di qualità di interesse per la pubblica amministrazione”. Dal giudice Francesco Antonio Genovese, presidente della I Sezione della Corte di Cassazione, è venuta una riflessione sulla necessità di ripensare in senso meno statalista i criteri di tutela dei beni numismatici Anche perché, paradossalmente, le azioni dello Stato contro il mercato e il collezionismo ufficiali – che si manifesta in sequestri, ritardi o dinieghi nei certificati di esportazione, dichiarazioni di supposto “pregio” e/o “rarità” per singoli esemplari o intere raccolte – non deriva dal Testo unico dei Beni culturali né da leggi preesistenti e non abrogate bensì, in massima parte, da mere circolari ministeriali che sarebbe bene riscrivere, e in tempi brevi. I Numismatici italiani professionisti, le associazioni professionali internazionali AINP e FENAP, la Società numismatica italiana, l’Accademia italiana di studi numismatici hanno portato le loro voci per testimoniare in Senato, al tempo stesso, la molteplicità e l’unità d’intenti del mondo numismatico, senza contare i tanti, qualificati docenti universitari che hanno mostrato come l’esistenza del collezionismo e del mercato siano fondamentali anche per lo sviluppo della ricerca scientifica (quanto e talvolta più delle raccolte statali, in parte non catalogate nè pubblicate). La passione numismatica, un pilastro del patrimonio pubblico La presenza delle istituzioni è stata del resto anche occasione per ribadire il fondamentale contributo culturale di una plurisecolare tradizione di collezionismo e commercio di monete che tanto ha inciso anche sulla formazione del patrimonio pubblico (anche qui, con le sue monete di Venezia donate al Museo Correr, Papadopoli Aldobrandini insegna). E se lo Stato oggi non dispone – per varie ragioni e facendo le dovute eccezioni – di personale sufficiente o adeguatamente qualificato per discriminare i beni numismatici meritevoli di tutela dai milioni di monete antiche e moderne che circolano legittimamente sul mercato e nelle collezioni, allora che si avvalga della disponibilità di numismatici professionisti ed esperti privati. Una simile pratica, che si potrebbe proporre al Nucleo TPC dei Carabinieri, sarebbe un modo per creare una nuova ed efficace sinergia pubblico-privato; come lo sarebbe individuare – e anche in questo, basterebbero delle circolari ministeriali – delle categorie di materiali numismatici di libera circolazione. E altre proposte non mancano, perchè il collezionismo è imprescindibile per la tutela dei beni numismatici. Gli Stati generali della numismatica sono stati occasione di celebrare un secolo dalla scomparsa di Nicolò Papadopoli Aldobrandini, senatore del Regno, collezionista di monete e studioso di fama Per il futuro di un bene culturale “personale e collettivo” Perché mettere all’angolo in Italia il collezionismo e il commercio numismatico – si intende, quella numismatica praticata da privati e operatori come genuina, etica passione o come altrettanto legale professione – porterebbe ad un effetto nefasto, disastroso, diametralmente opposto a qualunque “tutela”, favorendo una diffusa circolazione illegale e sommersa delle monete (anche sotto il profilo fiscale) , il loro esodo verso l’estero; la distruzione, in sostanza, di quel “bene culturale” diffuso, materiale e immateriale, personale collettivo che è la numismatica. Gli atti degli Stati generali della numismatica saranno redatti entro breve ed è auspicabile che i contenuti siano recepiti in toto e valutati con attenzione dal Ministero della Cultura. E, al ministro Dario Franceschini, la numismatica italiana fa appello affinché il confronto avviato il 17 febbraio 2022 prosegua e porti a quel rasserenamento dei rapporti tra istituzioni e settore privato che, per la numismatica, ormai è ineludibile. LINK: https://www.cronacanumismatica.com/stati-generali-della-numismatica-voce-al-diritto-voce-al-collezionismo/
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